Con gli auguri di Natale vorrei mandarvi la storia di Atupele Selemani, una delle ragazze dell’adozione, una delle tante storie che dice tanto della vita dei nostri orfani che ci insegna il Natale.
Anche se già iniziati i preparativi per la festa di Natale, il 24 dicembre abbiamo chiesto a Chimwmwe (responsabile dell’ufficio di Balaka) di accompagnarci nel villaggio di Atupele: era importante dare notizie alla famiglia italiana della loro adottata.

 

La scuola è chiusa, Atupele doveva essere a casa e comunque sicuramente non era lontano da casa.
Prima cosa abbiamo contattato la volontaria della zona e così una rete di persone si è attivata.
Sulla strada abbiamo trovato una signora che ci ha indicato la direzione per raggiungere la capanna della volontaria che conosce Atupele. Giunti alla sua capanna siamo stati accolti da una serie di bambini, la volontaria era andata al mercato in città. Un parente sapeva la strada è salito con noi in macchina, dicendoci che il posto era raggiungibile con la macchina, tra i campi di grano appena seminato, in piste di terra tra i pochi alberi di mango, ormai senza più un frutto. Questo mese di dicembre e poi gennaio saranno veramente duri per le famiglie in attesa del raccolto di marzo.
Trovata la casa sembrava chiusa e in breve sono comparsi di bambini che sono andati a chiamare Atupele che stava lavorando nel campo. Ha appena seminato e quindi c’è da curare la crescita delle piantine, togliere le erbe e mettere il primo fertilizzante.
Ecco Atupele che gioia incontrarla, sorridente e piena di vita. Dal campo è subito arrivata anche la nonna che si scusava perché aveva i  vestiti sporchi e non era ben presentabile.

Abbiamo potuto parlare in inglese con Atupele e ci ha raccontato della sua famiglia: dopo aver perso entrambi i genitori quando era alla scuola primaria, ha cominciato a vivere con la nonna e con una zia che abita nella capanna vicina. Spesse volte all’ufficio di Balaka viene accompagnata dalla zia, la strada è molto lunga e la nonna fatica a camminare; è per questo che a volte nella foto che mandiamo in Italia non c’è la nonna ma la zia. I fratelli con cui vive sono 4, lei è la più grande e ha la responsabilità del futuro della famiglia. Lei è la sola che ha la possibilità di studiare alla scuola superiore.
Nel foto che mandiamo c’è il penultimo fratellino di 3 anni e l’ultimo nato ha pochi mesi ed era al mercato con la zia.
Dobbiamo sapere che “suoi fratelli” sono anche i figli della zia: questa è la famiglia africana allargata, questa è la forza di questa gente che non è mai sola!

Abbiamo chiesto ad Atupele della scuola.
Lo scorso hanno ha passato l’esame della seconda superiore che dà il Junior Diploma. E’ un importante traguardo. Ora frequenta la terza superiore a Balaka nella scuola di Mohale. Ci raccontava della difficoltà nel raggiungere la scuola distante due ore di cammino dal suo villaggio. La mattina si alza con il buio, per andare a prendere l’acqua al pozzo parecchio distante dalla capanna, l’acqua serve per lavarsi e per cucinare la colazione. Non basta mai un viaggio!
Alla scuola bisogna arrivare per le 7 e alle 5 deve iniziare il cammino.
E poi al ritorno, nel pomeriggio avanzato, deve continuare i lavori di casa per aiutare la nonna e poi anche studiare fino alle 6 di sera, quando arriva nuovamente il buio.

Mando le foto della casa e del villaggio di Atupele, con la nonna, il fratellino dove si vede anche Chimwemwe dell’Ufficio di Balaka e Laura che è venuta in Malawi per seguire il progetto adozioni come volontaria.

In ufficio abbiamo visto le foto mandate in Italia di quando Atupele era più piccola e certamente è molto cambiata!
Rassicuriamo la famiglia che Atupele sta bene.
Atupele è grande, qui in Malawi, è già donna!
La nonna e Atupele ringraziano tantissimo la famiglia per il regalo di Natale e per l’aiuto che ogni mese ricevono e la possibilità della scuola.

Chimwemwe dell’Ufficio di Balaka ha colto l’occasione per ricordare ad Atupele l’importanza di continuare a studiare bene come sta facendo adesso, nonostante le difficoltà che incontra.
Sono i nostri orfani che ci portano il Natale, quello della speranza e dell’amore.

Un caro Augurio di un sereno Natale dal Malawi,

Betta, volontaria in Malawi

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