Carissimi della tribù del TamTam del Malawi

Oltre le settimane i mesi, tanto il tempo che è passato dall’ultimo suono del tamburo del Tamtam del Malawi.
I motivi di tanto silenzio sono tanti e legati a una domanda importante: Come vivere la festa in giorni difficili?
Come cantare il Natale quando la paura è così grande da nascondere anche le parole?

1. Le stagioni impazzite
C’è un’ombra lunga che ricopre il Malawi in questa stagione. Ed è scritta tutta nelle immagini dei campi. Dopo le prime piogge la gente aveva rivangato, seminato e affidato alla terra tutte le loro speranze. Le piogge si sono alternate a quelli che chiamano dry-spell, quando proprio non si vede nemmeno una nuvola all’orizzonte e il cielo terso lascia spazio ai raggi di riardere la terra. Il grano appena spuntato ha invano atteso la rugiada della notte per sopravvivere ancora qualche giorno. Poi è seccato tutto. Sopravvivono qua e la alcune piantine più robuste di cotone, il resto è stato cancellato letteralmente.
Bisognerà ricominciare tutto daccapo. Tante famiglie non hanno nemmeno più la buona semente per quando arriveranno le piogge.
A bassa voce la gente anziana ripete il ricordo della terribile fame del 1949 quanto non erano venute le piogge e la fame aveva fatto strage della popolazione.
Come vivere il Natale tra questa povertà?

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