La fame ancora.

Arriva sempre come un messaggio a voce bassa.
Non e’ mai piu’ che un sussurro.

La fame.

In casa sono i bambini a ripeterlo come un ritornello. Ho fame! Voglio qualcosa da mangiare.
Poi d’improvviso cresce a dismisura. Non e’ piu’ solo una famiglia, e’ un villaggio intero.
Ed e’ il villaggio che si riversa nella cittadina di Balaka dove c’e’ il deposito di grano del governo, sperando di poter comperare almeno un po’ di mais anche se a prezzi esorbitanti.

E’ quello che ancora una volta siamo chiamati a testimoniare:
oltre venti mila famiglie di contadini senza grano nella sola zona di Balaka
che non sanno piu’ cosa fare.

E ancora una volta questo e’ solo l’inizio.

Le cause sono state tante.
Prima l’inondazione che ha distrutto in alcune zone tutto il raccolto,
poi le lunghe settimane senza pioggia, che hanno fermato la maturazione del grano, proprio quando cominciava a crescere, inaridendo tutto il raccolto.

tamtam-di-santa-lucia-13-dicembre2008

Mancano 12 giorni al Natale e il giornale nazionale The Nation si fa portavoce di una situazione ripetendo a distanza di pochi giorni,
LA FAME MORDE A BALAKA
Gia’ una persona morta a causa della fame.
Non ci sono piu’ mango per sopravvivere alla fame.
E la nonna a ripetere che ormai fa bollire delle erbe raccolte lungo la strada per riuscire ad assopirsi e dormire, sperando in qualche Buon Samaritano, che si ricordi di lei.

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Il giornale ripete ancora una volta la storia del nonno che si trascinava lungo la strada chiedendo la carita’ e sperando nel buon cuore di qualcuni che lo aiutasse.
Dopo giorni senza niente da mangiare e’ stato letteralmente portato via dalla fame.
L’editoriale sempre di oggi analizza le cause, e soprattutto fa un conto facile.
Se ventimila famiglie non hanno cibo, sono attualmente oltre cento mila le persone che soffrono questa situazione di fame.

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Parla dei prezzi del grano che si sono improvvisamente raddoppiati certamente anche a causa di speculazioni che sono la causa e l’effetto di questa emergenza.
Racconta anche dei 29 billioni di Kwacha che il governo ha distribuito in forma di fertilizzante e sementi, a volte illudendosi di aver risolto il problema. E dice anche di leaders che si stanno improvvisamente arricchendo oltre le loro possibilita’ e salari.

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Quattro articoli in due pagine a ripetere lo stesso messaggio.
Un richiamo importante per tutti. Per il governo e le chiese e chiunque e’ presente in questa piccola cittadina che si trova improvvisamente al centro dell’attenzione nazionale.
La fame, ancora.

Un altro Natale da celebrare in silenzio, cercando di condividere tutto quanto e’ possibile.