INDIA: KASHMIR, VERSO GOVERNO DI COALIZIONE

Il partito regionale National Conference, primo partito alle recenti elezioni, ha avviato consultazioni con il partito del Congresso per stringere una coalizione e governare lo stato del Jammu e Kashmir, dopo che nessuna formazione da sola ha raggiunto la maggioranza nel parlamento composto da 87 deputati. Secondo i risultati ufficiali diffusi ieri delle sette giornate elettorali svoltesi tra metà novembre e il 24 dicembre nell’unico stato indiano a maggioranza musulmana e teatro di una guerriglia separatista, il National Conference, formazione filo indiana e all’opposizione nella precedente legislatura, è il primo partito con 26 seggi (comunque due in meno del 2002) superando sia il People’s democratic party, sostenuto dagli indipendentisti, che ha vinto 21 seggi, sia il partito del Congresso, già al governo, di cui sono stati eletti 17 candidati; ha sorpreso il risultato del partito nazionalista indù, Bharatiya Janata party, che è passato da un solo deputato nel 2002 a 11. Le elezioni sono state convocate dopo le dimissioni a luglio del capo del governo locale Ghulam Nabi Azad del partito del Congresso in seguito ad un acceso contenzioso, sfociato in proteste con vittime, che ha coinvolto la maggioranza musulmana e la minoranza indù riguardo una controversa donazione di terreno a un’organizzazione religiosa induista. Oltre l’ascesa del Bjp, che avrebbe beneficiato della controversia, altro dato sottolineato dalla stampa indiana è l’alta affluenza, che ha raggiunto circa il 61%, superando il 50% in gran parte dei distretti musulmani, mentre era complessivamente del 43% alle elezioni del 2002. New Delhi ha interpretato l’affluenza alle urne come una sconfitta dei partiti separatisti che avevano chiesto il boicottaggio del voto, secondo altri invece la maggiore affluenza non significa che il movimento indipendentista sia più debole. Cinque delle sette giornate elettorali si sono svolte dopo gli attentati a Mumbai del 26-29 novembre scorso in cui, secondo gli inquirenti indiani, sarebbe implicato il gruppo Lashkar-e-Toiba, con basi in Pakistan e che rivendica l’annessione a Islamabad del Kashmir indiano. [BF]

dall’Agenzia MISNA
SUD DEL MOND O 29/12/2008   20.02