A BANGUI, PER UN CONTINENTE PIU’ UNITO E UN COMMERCIO PIU’ GIUSTO

Rafforzare l’integrazione regionale, a sostegno di una maggiore capacità negoziale che garantisca accordi commerciali più equi: è l’obiettivo fissato dai partecipanti alle conferenze che, a Bangui, hanno riunito questa settimana 80 parlamentari dei paesi della Comunità economica dell’Africa centrale (Cemac).
Durante gli incontri si è discusso soprattutto della possibile stipula con l’Unione Europea dei cosiddetti ‘Accordi di partnership economica’ (Ape/Epa), un controverso pacchetto di misure che prevede una liberalizzazione dei mercati attraverso la riduzione delle imposte doganali. Al termine di tre giorni di lavori, i deputati hanno approvato una serie di raccomandazioni: tra queste, la creazione di un ente per la cooperazione regionale e di un istituto con specifiche competenze in materia di negoziati commerciali.
Sin dal suo inizio nel 2007 la trattativa sugli ‘Ape’ è stata accompagnata dai giudizi negativi di molti dirigenti politici e rappresentanti della società civile, che hanno evidenziato il rischio costituito per le economie locali da imprese europee più ricche e all’avanguardia. In un messaggio letto a chiusura delle conferenze di Bangui, il presidente della Repubblica centrafricana Francois Bozizé ha sottolineato che “l’Africa centrale deve dotarsi di esperti e conoscenze che le permettano di difendere meglio i suoi interessi e lottare contro la povertà”.
Agli incontri dei giorni scorsi hanno partecipato i deputati di Camerun, Repubblica centrafricana, Gabon, Repubblica del Congo, Guinea Equatoriale, Repubblica democratica del Congo, Sao Tomé e Principe e Ciad.[VG]

Agenzia MISNA – SUD DEL MONDO
16/1/2009