TAMTAM MALAWI – La festa breve per la vittoria democratica

Il Malawi sa di aver vinto una grande sfida nel suo cammino di crescita nella democrazia: in modo pacifico ha rimandato a casa un presidente che aveva usurpato le elezioni e che non meritava di continuare a derubare il paese, non solo delle poche ricchezze, ma soprattutto della speranza di un domani che possa raggiungere una possibilità di self-support, un’autonomia e una conduzione del paese che segua le indicazioni della Costituzione.

Sa di aver fatto spazio a un esempio per tanti paesi africani, sa di poter camminare a testa alta dopo anni di colonialismo, dittatura e presidenti corrotti.
Eppure la festa sarà solo per un giorno.
 
Il 6 Luglio, la FESTA DELL’INDIPENDENZA DEL MALAWI  o REPUBLIC DAY 
LAMP 184Era l’anno 1964 quando nella notte veniva issata la nuova bandiera a 3 strisce con il sole rosso di una nuova alba. Il Principe Filippo d’Inghilterra era venuto di persona per portarsi a casa la bandiera Britannica che veniva ammainata per l’ultima volta. Lei lunghi anni della dittatura questa ricorrenza sarebbe diventata la festa nazionale più importante e tutta l’attenzione sarebbe stata riservata al dittatore Hastings Kamuzu Banda. Con la democrazia scadono anche le celebrazioni di massa che si  trasformano in rally di partito.
 
Quest’anno, nonostante i tanti motivi che vorrebbero una festa senza fine in particolare a celebrare  il nuovo inizio e una stagione tutta da scoprire, ma con tanti buoni propositi, la festa di una vittoria importante per tutto il paese…  allo stadio di Lilongwe lunedì 11 Luglio saranno ammesse solo 20 mila persone. Tutte con le mascherine e tutte a distanza (se sarà possibile). Comincia così ufficialmente quello che il resto del mondo ha già fatto da tanti mesi in quest’anno del Corona Virus.
Nella stessa ricorrenza il nuovo presidente Dott. Lazarus Chakwera, riceverà la spada dorata simbolo dell’autorità più alta nel paese.
Come ripetuto spesso non ci sarà luna di miele per la nuova squadra a guida del Malawi. La spada sarà un segnale importante per una guerra alla pandemia che oggi inizia, anche se troppo in ritardo e purtroppo senza mezzi a disposizione. 
 
LA FESTA dei MISSIONARI MONFORTANI del MALAWI – 11 Luglio 2020
Ordination InvitationSabato 11 Luglio alla chiesa parrocchiale di Balaka, dedicata a San Luigi da Montfort, tre diaconi Monfortani saranno ordinati preti dal Vescovo di Mangochi, Mons. Montfort Stima. Più festa monfortana di cos+… Un dono importante alla chiesa e alla comunità monfortana, presente in Malawi dal 1901 quando i primi tre missionari cattolici erano arrivati in quello che era il protettorato britannico del Nyasaland. 
 
Una presenza importante per questi giorni difficili: le lezioni al seminario intercogregazionale di Balaka sono tenute via internet perché non possono rientrare in Malawi i seminaristi del Mozambico, Zambia e Uganda; la stamperia e la stazione TV Luntha che sono parte della loro missione, faticano a sostenersi nell’impoverimento di un paese che non riesce nemmeno ad esportare lo zucchero e il cotone che produce; il virus ormai troppo presente anche in Africa, la diocesi di Karonga a nord del Malawi ha disposto che da domenica 18 Luglio si potrà entrare in chiesa solo con l’uso della mascherina.
La festa dell’ordinazione sacerdotale anche a Balaka vedrà tutta la gente all’aperto, mentre la chiesa sarà solo per i parenti dei tre nuovi preti. Nella sua semplicità dice tutta la volontà di continuare, proprio come facevano gli antichi missionari che dal Nyasaland non sono mai ripartiti.
 
Questa festa la dedichiamo tutta a padre Taddeo Pasini che rientrato dal Perù è subito ripartito per il paradiso. Compagno di scuola, in prima B, in quella che era chiamata per la prima volta la Media Unificata, ha concluso una missione importante a servizio degli ultimi. Pur tra tanta sofferenza, in cuor suo, ha conosciuto come è bella la missione, capace di trasformare i nostri piccoli sogni in giorni di grazia che ti prendono il cuore.
 
Come anche la dedichiamo ai nostri due missionari p. Giancarlo Palazzini e p. Luciano Marangon, oggi rientrati in Italia.
E a p. Mario Pacifici che proprio oggi e’ in ospedale, mentre la sua tribù dalla chiesetta di Sant’Andrea lo accompagna.
 

Dal Malawi ci scrive padre Piergiorgio Gamba
6 Luglio 2020