TAMTAM DAL LIMBO

Dalla savana dove il Tamtam resta in ascolto delle voci della notte e del giorno.
Dal Malawi dove finora siamo rimasti come muti spettatori di quanto avviene oltre i nostri confini.
Da oltre un mese la Via Crucis viene percorsa in tutti gli angoli del mondo. Ed è un mondo di sofferenza che aggredisce il corpo e lo spirito. Provocando reazioni di altissimo coraggio e  dedizione, ma anche mettendo alla prova tutto di noi stessi la nostra visione e attese, la fede e la speranza e la carità.
E tutto è già stato detto e stampato, pregato e sofferto come mai ci era capitato. E la paura non ci da tregua fin dentro ai nostri appartamenti che fatichiamo ad amare pur avendoli fatti a nostra misura e sempre più accoglienti. “Restare a Casa” è così vissuto come una punizione e la distanza sociale una contraddizione pesante.
 
Covid-19 
Abbiamo seguito passo a passo l’invasione del Virus. Abbiamo seguito tutti i vostri telegiornali aspettando con ansia che il picco fosse finalmente raggiunto e superato. 
La vostra avventura è servita a creare attenzione e l’80% della popolazione del Malawi sa almeno qualcosa del Virus. In particolare da quando tutte le scuole sono state chiuse e anche le chiese hanno moltiplicato le messe per ridurre la presenza dei fedeli. Messe celebrate all’aperto, seduti per terra (per non usare i banchi che custodiscono per ore il virus – è stato il motivo), lavandosi le mani prima di ogni funzione… (In Malawi solo  l’11% della gente fa uso di sapone, così dicono le statistiche).
Gli ospedali hanno cominciato a fare la conta di come prepararsi e hanno poco o nulla da offrire: I 4 Central Hospitals delle città di Blantyre -Zomba – Lilongwe e Mzuzu hanno a disposizione 17 ventilatori e due centri per il tampone. E già in mancanza del virus non bastano a provvedere un letto per chi  soffre la malaria quotidiana, TBC e anche il colera.. e spesso ci sono due pazienti per letto. Dalla Cina sono giunti 100 mascherine, 20 mila test kits, ma è la struttura di base che manca e anche dove c’è un’ambulanza, manca spesso il carburante, per non accennare al personale medico di cui manca il 70% di quello ritenuto necessario. Due infermiere hanno in carica 80 pazienti mentre nel reparto neonatale due infermiere fanno il turno di notte a seguire 200 piccoli. 
acqua in Malawi

 
Abbiamo vissuto questo mese come in un Limbo, sospesi tra cielo e terra, sperando di mantenerlo tale. 
Fino a stasera, non ci sono ancora casi riconosciuti di presenza del virus in Malawi, ma è troppo poco quello che si è potuto o voluto fare. Il governo ha messo a disposizione del ministero della salute 15 miliardi di Malawi Kwacha (20 milioni di Euro per la salute di 18 milioni di abitanti, poco più di un euro a persona. Il governo ha chiuso le scuole e proibito incontri con oltre cento persone. Si pensa anche a far uscire di prigione almeno il 50% dei carcerati vista i sovraffollamento che non offre spazio nemmeno per stendersi sul pavimento e bisogna imparare a dormire in piedi. Positivamente c’è più pulizia negli ospedali e questo lungo mese di ascolto ha creato attenzione e anche la gente dice “non serve non dare la mano, bisogna cancellare tutte le funzioni che raggruppano gente”. Siamo comunque lontanissimi dalle autocertificazioni e dai carabinieri e la polizia a chiederti dove vai?’ Non ci arriveremo mai
Gli ospedali fanno del loro meglio per prepararsi al temuto virus e organizzano il loro personale all’uso delle mascherine e del sapone per lavarsi le mani… ma se dovesse capitare, si dicono tutti, sarebbe una guerra impari  e a mani nude,con poco o nulla da offrire.
E questo è tutto.
Mentre in Zambia ci sono 12 casi positivi come la Tanzania e 5 in Mozambico. 
I nuovi comandamenti dei paesi colpiti dal virus rimangono molto lontani. “Restare a Casa” è una strada impercorribile perché la capanna viene usata solo la notte per andare a dormire e non offre spazio per viverci. In generale a casa una coperta deve bastare almeno per quattro figli. Lockdown o la chiusura del paese, come sta tentando di fare seriamente solo il Sud Africa,  è impensabile per il Malawi che vive all’aperto e basa la sua economia agricola su un viaggiare interminabile dal lago alla campagna e alla città e poi daccapo. Per ora il Covid-19 ha ritardato solo l’apertura della vendita del tabacco che viene fatto all’asta che attrae più delle cento persone permesse e quest’anno intende vendere 161.4 milioni di chilogrammi e porta al paese il 60% di valuta estera totale che lo scorso anno è stata di 237 milioni di dollari..
 
Cosa fare? Ecco cos’è il Limbo, quando non sai nemmeno da dove cominciare.
E ci aggrappiamo al fatto che i numeri di diffusione del virus sono ridotti spesso solo a persone venute da fuori come se l’Africano fosse inattaccabile, e anche alla protezione offerta dal caldo di questa stagione “autunnale” con le lancette ancora attorno ai 30 gradi anche se a giugno arriverà l’inverno africano. 
misure contro il covid-19
 
Ecco come si protegge la stamperia della Montfort Media di Balaka
 
2020 – l’anno delle Nuove Elezioni Presidenziali
Il 3 Febbraio 2020 è diventato un giorno importante per il Malawi. La Corte Costituzionale ha riconosciuto l’alto grado di corruzione nelle scorse lezioni del 21 Maggio 2019 e ha coraggiosamente obbligato il paese a nuove elezioni riportando indietro l’orologio a prima che fossero state fatte. Una vittoria democratica capace di diventare storia per un paese che ha vissuto 30 anni di dittatura. Purtroppo questa vittoria è finita ancora nelle mani del presidente Peter Mutharika che è tornato ad essere tale e ad avere il monopolio per le elezioni che verranno. E sta usando tutto a suo vantaggio. Ha sciolto i governo per raddoppiare i ministri,tutti del suo partito, ha cambiato le più alte cariche dell’esercito e della polizia riservandole ai fedelissimi e si è impuntato che la Commissione Elettorale, nonostante la prova di incapacità a svolgere il suo mandato, restasse la medesima anche per le nuove elezioni.
Ora la data è per il 2 Luglio 2020, senza la possibilità di comizi e soprattutto senza valutare seriamente cosa può succedere anche solo domani a seguito del Corona Virus.
L’opposizione è riuscita a coalizzarsi e oggi ha tentato di organizzare quello che ha definito “the rage day” – il giorno della rabbia – contro questa usurpazione delle libertà democratiche che hanno nel giudizio della Corte tutta la loro legittimazione, con l’invito all’astensione dal lavoro. Immediatamente è intervenuto il ministero del lavoro minacciando sanzioni pesantissime a chiunque non si fosse presentato al suo posto – e il maggior datore di lavoro in Malawi è il governo stesso.
E così è fallito anche lo “sciopero della rabbia” rimasta in gola sperando che possa riemergere. 
 
La stagione del raccolto
Nel Limbo che è il Malawi c’è  una buona notizia. L’annata agricola è stata generosa e il raccolto è promettente.
Sia per l’incubo del Corona Virus che per le elezioni questo fatto da solo può stabilizzare il paese.
 
Il nostro villaggio
Il Cecilia Youth Center, come tutte le scuole ha dovuto chiudere. 
La nostra chiesetta suona la sua campanella per dire alla gente di non venire, ma di vivere a casa la preghiera.  Ed è questo un momento i cui si esprime tutto l’animo africano capace di raccogliere gli anziani e i giovani che dicono… “Se non possiamo venire alla preghiera come possiamo sconfiggere il Virus?” La fede dell’Africa emerge come un pilastro incrollabile che Dio è dalla nostra parte e noi stessi missionari ci chiediamo da dove hanno queste certezze, loro i poveri del mondo? La fede di queste tribù è capace di diventare una certezza che si rispecchia in quel “Andrà tutto bene” molto, molto africano.
 
Ci rimane un programma minimo per il Cecilia Youth Center ora che le scuole e le chiese sono chiuse. 
  • distribuire ogni lunedì un libro a ogni ragazzo con un quaderno per farne il riassunto e riconsegnarlo il venerdì e in cambio una saponetta e una mascherina cucita al Tayloring Center 
  • tra due settimane la festa del raccolto del granoturco e dei girasoli nei campi che loro stessi hanno coltivato
  • distribuzione di volantini da portare a casa per conoscere il Virus e come proteggersi e proteggere gli altri

 La distanza sociale – sconosciuta nei villaggi dell’Africa, eppure bisogna impararla … 

Dal nostro limbo…
cercando di aver fede come gli Africani e sempre più ammirati dal vostro coraggio
che sta diventando una scuola per il mondo.
i vostri medici, i preti, le famiglie rinchiuse i casa con i figli… e se “Mola Mia” non basta
sappi che l’Africa prega con te perché il vostro esempio ci può salvare.
 
Il TAMTAM della savana piange il suo missionario più anziano:  padre Francesco Valdameri. 

Dal Malawi padre Piergiorgio Gamba

27 Marzo 2020