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MALAWI, 12 DIC 2001 (agenzia MI.S.N.A)
"LA CARESTIA CONTINUA,
NELLE CAMPAGNE LE SITUAZIONI PIU' DISPERATE"
E' sempre grave la situazione
alimentare in Malawi.
Lo dichiara alla MISNA padre Stefano Zonin, missionario comboniano
nella capitale, Lilongwe. Il granoturco, I'alimento base della popolazione,
scarseggia e quello che c'è "costa un prezzo che solo
in pochi possono permettersi - precisa il sacerdote -o è di
pessima qualità, spesso già guasto". L'aumento
del costo del mais ha raggiunto cifre record, salendo del 300 per
cento negli ultimi mesi. Un sacco da 50 chilogrammi è arrivato
a essere venduto a 850 kwacha (più di 27.500 lire o 14,2 Euro),
in un Paese in cui il salario medio mensile non supera i 670 kwacha
(21.700 lire o 11,21 Euro). "La carestia rende la situazione
più critica nelle aree rurali -prosegue padre Zonin - dove
vive oltre metà della popolazione. Le tonnellate di cibo importate
dall'estero non hanno alleviato il problema per i poveri, che non
potevano comprarlo prima e non possono ora. Sono aumentati sensibilmente
i casi di malnutrizione. Temo che fino a marzo non usciremo da questa
crisi alimentare e faccio un appello a tutti perché in occasione
dell'arrivo del Natale si ricordino dei poveri di questo sfortunato
Paese".
La carestia in Malawi è dovuta soprattutto alle alluvioni di
inizio anno che hanno devastato centinaia di ettari di terreno, distruggendo
buona parte del raccolto e riducendo in miseria quasi 650 mila persone.
Le situazioni più gravi si registrano nel meridione, a Mangochi,
Nsanje e Chikwawa, dove migliaia di persone sono costrette a nutrirsi
di radici e arbusti. Recentemente, fra I'altro, i maggiori Paesi donatori
del Malawi - tra cui Danimarca, Regno Unito e Usa - hanno deciso la
sospensione e il ridimensionamento dei contributi allo sviluppo a
causa di episodi di malversazione relativi al denaro erogato. L'Unione
Europea ha congelato i versamenti previsti, chiedendo perfino il rimborso
di 7 milioni di euro (oltre 13 miliardi e mezzo di lire) scorrettamente
impiegati dalle autorità di Lilongwe.
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