admin on febbraio 25th, 2018

Bambo (padre) Santino Trussardi

La missione del Malawi vi porti il suono dei suoi tamburi che raccontano di un suo missionario, padre Santino Trussardi, che questa sera del 22 Febbraio ha portato a termine la sua bella storia di tanti anni spesi in Africa ed è tornato al Signore. Dopo dieci anni dedicati al lavoro della distribuzione dell’Apostolo di Maria, la rivista dei missionari Monfortani era arrivato in Malawi nel lontano 1979 assieme a un gruppo di Suore Sacramentine che iniziavano la loro presenza alla missione di Namwera.
padre Santino Trussardi
Come un ritornello amava ripetere sempre una frase che i suoi confratelli hanno ripreso come il riassunto della sua missione: “Quello che Dio vuole non e’ mai troppo”. Una frase che era diventata lo stile della sua vita. Il numero stesso delle missioni dove e’ stato presente ne rende testimonianza: Nankhwali, Utale II, Balaka, Mangochi, Namandanje… Lamentava che non aveva mai imparato l’inglese, ma aveva accettato anche di diventare rettore al Saint Paul Seminary. E’ stato in quegli anni che per tornare in fretta al suo seminario aveva subito un terribile incidente con una locomotiva, e ripeteva sempre di essersi salvato per grazia di Maria a cui aveva affidato la sua missione.
La sua forza? Tutta nella sua fede e trasparenza che lo ha sostenuto fin da ragazzo quando non nascondeva di aver dovuto ripetere più volte uno stesso anno di scuola, ma di non aver mai dubitato della sua missione.
E sono tantissimi a ricordarlo oggi che ci ha lasciato. In Malawi ma anche in Italia dove aveva una vera schiera di sostenitori che gli hanno permesso di realizzare tanti progetti in aiuto ai piu’ poveri. Al ritorno dal Malawi era stato poi per anni Procuratore delle Missioni.
Restera’ sempre un esempio della gioia di vivere per il Signore e incapace di dire di no a impegni che avrebbero fatto paura a tanti.
ZIKOMO KWAMBIRI, BAMBO SANTINO. 
Grazie per aver speso bene la tua vita, Te lo ripetono i tanti cristiani che hai battezzato, i seminaristi che hai accompagnato e oggi sono i tuoi preti africani, i lebbrosi che hai curato al lebbrosario di Utale.
 
padre Santino Trussardi
 
PREGHIERA E DIGIUNO PER il SUD SUDAN e il CONGO – 23 / 02 / 2018
Papa Francesco per il Venerdi’ 23 Febbraio chiede una giornata di preghiera e digiuno per esprimere tutta la solidarieta’ delle chiese per vedere giorni di pace in due paesi d’Africa dove la violenza non sembra mai finire. Dopo dieci lunghi anni di guerra c’e’ stata la separazione dei due stati del Sudan nel 2012, sperando che ci fosse spazio per la pace. Da due anni e’ ripresa la guerra tra tribu Hema che sono mandriani e Lendu che sono coltivatori ed entrambi si contendono le terre. La Repubblica Democratica del Congo da 20 anni non conosce un tempo di pace. Sono oltre 4 milioni gli sfollati e la situazione umanitaria e’ tra le peggiori al mondo.
L’appello di Papa Francesco e’ stato accolto da tante chiese e in particolare la Chiesa Anglicana in Africa e in tanti paesi dal Canada fino alla Nuova Zelanda hanno fatto proprio l’invito a partecipare per una giornata di condivisione con popolazioni cariche di sofferenze.
 
MALAWI: LA MEMORIA DELLA MISSIONE  20 / 04 / 2018
 
Nella serata del 20 Aprile prossimo, i Missionari Monfortani vogliono ricordare 80 anni di Missione in Malawi, da quando ancora si chiamava Nyasaland fino ad oggi quando una comunita’ di venti missionari monfortani del Malawi continuano lo stesso impegno.
Vuole essere un ricordo dei 50 missionari inviati e di quanti si sono uniti a loro e continuano oggi la missione: volontari, giovani e anziani che ripetono la bellezza di condividere la fede e la vita.
Vi racconteremo ancora presto del Malawi e di questo incontro
e vi auguriamo una buona Quaresima che oggi ci porta in Africa per superare le guerre e gli orrori che distruggono nazioni intere.

Per iscriversi o cancellarsi dalla mailing list inviare una email a TaMtAm Malawi: tamtam.malawi@gmail.com


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admin on dicembre 25th, 2017
TAMTAM di NATALE 2017

 
A conclusione di un anno vissuto con grande ansia per la mancanza di cibo che aveva caratterizzato tanti mesi del 2017, sono le piogge a preoccupare il Malawi. “Piogge torrenziali capaci di creare terrore” le definisce il dipartimento metereologico, quando fiumi in straripamento e allagamenti hanno gia’ causato diverse morti e distruzioni. Gia’ da questi ultimi giorni dell’anno potrebbero esserci seri danni a un paese che soffre la mancanza di acqua nel lago che e’ anche l’unica risorsa di energia elettrica.
Da mesi ormai manca la corrente elettrica per quattro giorni a settimana. Affidarsi alla pioggia e’ cosi’ anche l’unica speranza per un paese che non riesce a produrre o importare i 300 Mega Watt necessari al 7% della popolazione che e’ connessa alla rete di distribuzione dell’ESCOM. Un disastro che colpisce sia le grandi imprese che i piccoli imprenditori che hanno bisogno di energia elettrica. Anche la vendita di alimentari da conservazione e’ a rischio. L’ospedale distrettuale di Balaka e’ uno dei casi che ha fatto notizia per le decine di pazienti che e’ stato impossibile curare. Solo pensare cosa puo’ essere una notte al buio in un ospedale gia’ provato da mancanza di medicine e assistenza fa spazio all’immagine di un lazzaretto.
Un Natale da vivere con tanta preoccupazione sperando che le piogge non facciano troppi danni, ma anche che non manchi la possibilita’ di alzare il livello di riserva idrica dei 600 chilometri di lago di acqua dolce che e’ l’unica fonte di energia per il Malawi.
 
Il Presepio in preparazione del Natale e fatto dai ragazzi del Cecilia Youth Center 
 
La politica suicida di un governo contro la sua gente
 
L’anno che inizia sara’ caratterizzato dalla preparazione alle elezioni distrettuali-parlamentari e presidenziali del Maggio 2019. La giovane democrazia del Malawi rinata nel 1994 dopo i lunghi anni della dittatura merita di crescere e stabilizzarsi per garantire uno sviluppo pacifico che possa fare spazio allo sviluppo.
La comunita’ civica e in prima fila le chiese e le diverse fedi sostengono i loro rappresentanti radunati nel Public Affairs Committee che fin dall’inizio hanno accompagnato i quattro presidenti che si sono alternati alla guida del paese. Un gruppo che pero’ riceve gli applausi solo e sempre solo dall’opposizione. La presidenza del paese li ha sempre osteggiati e demonizzati. Cosi’ e’ successo ancora in queste settimane quando il PAC ha minacciato una manifestazione popolare se la legge elettorale non veniva discussa in parlamento dopo anni di promesse. Non ci sara’ piu’ tempo per la riforma elettorale e tutto continuera’ con la corruzione di sempre?
Un segnale importante per tutto il paese. Le chiese chiedono leggi uguali per tutti e basate sulla trasparenza e lealta’. Il Parlamento nella sua ultima sessione di questo mese di Dicembre aveva l’ultima possibilita’ di dare al paese una mappa che evitasse scontri e ruberie che caratterizzano spesso il cammino fragile della democrazia.
Davanti alla reticenza del Governo, la manifestazione era stata decisa per il 13 Dicembre. Il governo ha  implorato di evitare di giungere a uno scontro e promesso di presentare in aula gli otto emendamenti alla legge elettorale. Quando all’ultima ora hanno raggiunto un accordo che il PAC cancellasse le manifestazioni, ha cambiato le carte in tavola e ha volutamente reso impossibile che venissero presentate in aula le riforme promesse. 
Un imbroglio voluto in prima persona dal presidente Arthur Peter Mutharika che assieme al suo partito, il Democratic Progressive Party, ora accusa l’opposizione di aver cercato di promuovere un cambio di Governo. Sconfessando le sue stesse affermazioni di sostegno alla crescita democratica del paese, il Presidente ormai 71enne si ricandida alle elezioni del 2019 assicurando che sconfiggera’ tutti.
“Le riforme elettorali sono per tutto un paese e non hanno di mira gli interessi di nessun partito in particolare”. 
Per questo le chiese si ritrovano a ricominciare daccapo in un contesto non facile perche’ la presidenza del paese e’ capace di comperare tutto e tutti. Che nelle trattative con il governo bisognava non fidarsi era un dato importante evidenziato in particolare dalla mancata implementazione della legge sulle Comunicazioni sociali a garanzia di imparzialita’. Una legge questa che e’ stata approvata in Parlamento, ma mai confermata dalla presidenza che cosi’ usa fino ad oggi, radio e TV di stato a suo proprio interesse. Per questo e’ importante in questo anno sostenere a tutti i costi la crescita democratica dando forza agli ultimi e i poveri del Malawi. Il cambiamento politico recentemente capitato in Zimbabwe dovrebbe poter insegnare che anche per i tiranni c’e’ la fine… anche se la gente ha dovuto attendere 39 lunghissimi anni per vederne la fine.
 
I mesi a venire in Malawi non saranno facili. Il Governo e’ riuscito a comperarsi l’appoggio di alcune chiese e di una parte della comunita’ Musulmana che si sono lasciati corrompere. La Chiesa Cattolica che dalla prima ora ha sostenuto le proposte fatte dal PAC viene cosi’ emarginata dal governo che e’ capace di usare tutti gli strumenti a sua disposizione per punirla. In particolare usando le tasse che colpiscono tante iniziative di sviluppo delle chiese, tasse che giungono fino ai minimi particolari come il caso di fare pagare una tassa anche solo per aver dato in prestito le sedie della chiesa per un meeting qualsiasi.
L’arcivescovo di Blantyre, Thomas Msusa, chairman della Conferenza Episcopale, mentre conferma la posizione di dialogo con tutte le forze politiche, ripete forte l’impegno della comunita’ cristiana a promuovere la giustizia sociale ora che tutto quanto viene detto e fatto e’ parte della grande campagna elettorale che sara’ condotta in modo volutamente cattivo e corrotto. Anche ben dentro alla savana africana l’impegno della chiesa e’ di essere dalla parte degli ultimi in questo e nel Natale di tutti i giorni quando la nascita di Gesu’ diventa una scuola di condotta. 
 
Cosa promuove la presidenza in questa situazione? Ecco il presidente A.P. Mutharika inaugurare i lavori di due Hotel a cinque stelle a Blantyre e Lilongwe con grandi centri ricreativi affidati ai Cinesi per la loro realizzazione. Sono percorsi paralleli per un paese alla deriva. E diventa importante ripartire dai piccoli, dalla gente abbandonata a se stessa perche’ possa difendere la propria democrazia che rimane l’unica garanzia del rispetto dei diritti acquisiti a caro prezzo. Prima che il buio diventi totale in un piccolo paese Africano che come capita spesso si merita piu’ di quanto le guide politiche propongono. Sostenere la liberta’ dei mezzi di comunicazione, l’indipendenza tra chiesa e stato promuovendo la partecipazione di tutti.
Sembra il sermone di un Natale importante, proprio come il primo Natale quando c’erano i pastori e gli angeli a cantare la pace sulla terra.
E’ il Natale del Malawi.
 
Tanti Auguri di Natale e Nuovo Anno
vi giunga con le semplicissime immagini dei ragazzi del Cecilia Youth Center impegnati a piantare migliaia di alberelli in questa stagione delle piogge a cui affidiamo tanta speranza che il lago riporti luce al paese e i campi facciano rifiorire la terra per un raccolto che basti a sfamare la sua gente per un anno ancora.
A Natale i sogni diventano sempre realta’ perche’ e’ gia’ successo che Dio e’ veramente dalla parte della sua gente.
Ed e’ l’impegno di tutta una nazione che crede al Natale e di una missione che vive di questo impegno.  ZIKOMO!

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admin on agosto 7th, 2017

Le belle storie della missione

Un saluto dai villaggi del Malawi dove per una coincidenza tra liturgia e vita quotidiana, le parabole che vengono annunciate in questi giorni sembrano trovare una eco impressionante in tanti progetti realizzati con uno spirito che sa di nuovo. Se in passato erano i missionari a seguire le nuove comunità cristiane fino alla capacità di badare alle strutture della missione, uno spazio che diventasse la chiesa dell’incontro, poi la casa del missionario e poi ancora delle sale per il catechismo… fino a spazi che rispondessero alle urgenze della comunità come scuole, ostelli e quando possibile anche dei veri ospedaletti che completassero l’impegno a “Insegnare e guarire, predicare e radunare” oggi si sperimenta una presenza sempre più attenta dei laici e di gruppi molto attenti alle realtà delle comunità più povere.
Spesso in passato c’era un’attenzione molto radicata nelle necessità sociali, oggi si sperimenta anche un’attenzione all’accompagnamento della comunità cristiana. 
Nel piccolo della missione del Malawi nascono questi segnali di una nuova stagione della missione. Le comunicazioni sociali hanno poi avvicinato molto anche paesi che in passato erano lontani e sconosciuti, così anche gli antichi gruppi missionari parrocchiali da sempre in prima linea a sostenere quelle che venivano chiamate le missioni, oggi sono molto attenti e capaci di rendersi presenti in prima persona.
Come catalizzare questa attenzione, come portarla ad essere un modello di crescita che porti poi a casa un’attenzione ai tanti emigranti con cui continuare quell’attenzione mostrata quando ancora erano lontani?
Anche queste sono le nuove sfide della missione. visibile nei piccoli semi gettati nei campi del mondo
 
1. IL CUORE DI GORLAGO
Racconta la bella avventura di un gruppo che si è fatto Africano condividendo risorse e tempo ed esperienza al servizio della Diocesi di Mangochi che vive un impegno missionario che vuol raggiungere anche le comunità cristiane più lontane. Con loro e per loro hanno costruito una bellissima chiesa proprio all’incontro di tante strade per dare anche una visibilità importante in questi tempi difficili per il Malawi.
Mentre l’economia fatica a scrollarsi di dosso il triste primato di essere forse il paese più’ povero al mondo e la politica non si preoccupa di altro che preparare il piano di attacco all’opposizione in vista delle elezioni che saranno nel maggio del 2019… un’esperienza condivisa con tanti paesi dove le elezioni sono a rischio come quelle del Kenya di settimana prossima, e poi della Repubblica Democratica del Congo, e Uganda, Zimbabwe e il grande paese del Sud Africa.
il cuore di Gorlago
 
2. MPIRI GIRLS HOSTEL AND CONVENT
La comunità di San Luigi da Monfort a Monte Mario, la collina che sovrasta il centro di Roma, da anni vede crescere una bellissima collaborazione con la missione di Mpiri, nella savana africana del Malawi. Ogni anno la loro presenza ha quasi permesso di rinnovare un’antica missione rimettendo a nuovo strutture in decadenza e rifacendone di nuove.
Scuole per bambini e giovani, ospedali, l’ostello per le ragazze che non avrebbero mai potuto frequentare la scuola secondaria e ora anche il convento delle suore africane che possono rendere un servizio migliore.
A nome di tutta la comunità di Monte Mario quest’anno è presente la famiglia di Elio e Rosaria Fabrizi a coronare anni  di impegno di tutta una parrocchia desiderosa di restare aperta a tutta la comunità cristiana di casa  proprio fino ai confini del mondo.
 
3.  SANT’EGIDIO NUTRITIONAL CENTER
La presenza della grande famiglia di Sant’Egidio, la comunità molto presente a Trastevere, in Malawi sta radicandosi in una varietà di presenze che va da una parrocchia interamente guidata da sacerdoti del malawaiani della stessa comunità impegnata ad accompagnare i giovani a vivere la fede, fino al campo della medicina dove dopo la grande battaglia a sconfiggere l’AIDS si fa presente in tantissimi campi della salute, e assieme a migliaia di volontari rispondono alle urgenze importanti in dialogo con il governo stesso del Malawi nel programma di BRAVO, per iniziare l’anagrafe di un paese che ancora non ha questa struttura importantissima  capace di dare una carta d’identità…
Mentre avrebbero potuto sentirsi paghi di quanto già raggiunto, sono pronti ad andare oltre.
Importante quanto hanno iniziato a Balaka di un centro nutrizionale per bambini di strada. Hanno aperto in questi giorni uno spazio dove cento bambini si ritrovano quotidianamente all’ora di pranzo. E mentre un pasto quotidiano assicura la crescita fisica, le tante attività scolastiche e di gioco e festa permettono una crescita complessiva in dialogo con le famiglie e spesso gli anziani che si sono presi in casa questa tribù di orfani.
Impressionante è la qualità del servizio donato, curato bene nei particolari. Bellissima poi la presenza di intere tribù di giovani venuti dall’Italia a seguire questi ragazzi di strada che improvvisamente si ritrovano al centro di tanta attenzione. Il messaggio di Papa Francesco di andare alle periferie e di uscire da recinti di presenza missionaria ormai collaudati viene riscritto oggi in risposta alle nuove urgenze.
 

Malawi: Sant’Egidio apre un Centro Nutrizionale per i bambini di Balaka

Oltre a garantire i pasti, il centro offre anche un percorso didattico per i bambini di strada

E’ stato inaugurato in Malawi il nuovo Centro Nutrizionale di Balaka, uno dei distretti più poveri del paese e tra quelli maggiormente colpiti dalla siccità e dall’emergenza alimentare. La Comunità di Sant’Egidio è presente da anni a Balaka con il centro DREAM per la cura dell’AIDS e con il programma BRAVO, registrando all’anagrafe più di 10 mila bambini del distretto.

Il Centro Nutrizionale è stato realizzato grazie all’aiuto dei Padri Monfortani che hanno messo a disposizione dei locali e con il sostegno di una ONLUS di Bergamo attiva in Malawi, il Gruppo Amici di Gorlago. Il Centro garantisce quotidianamente un pasto completo ai bambini della zona, anche a quelli che vivono per la strada, e li sostiene con un percorso didattico, in modo da favorire l’istruzione scolastica. 

Nel mese di agosto un gruppo dei Giovani per la Pace dall’Italia raggiungerà Balaka per aiutare i bambini e trascorrere con loro “un’estate di solidarietà”.

 
4.  LE PRIGIONI DEL MALAWI
E’ una storia che ci accompagna anno dopo anno. Come trasformare un paese da dentro, dal vissuto quotidiano che vuole ridare speranza partendo da chi ha sbagliato e vuole ricominciare. E’ una storia troppo bella e vi promettiamo di raccontarla appena verranno aperti i cancelli delle carceri che porteranno alla Half Way House i primi carcerati che verranno mandati a vivere l’ultimo anno di carcere proprio alla Casa a Metà Strada.
A tenere viva questa attesa che sembra infinita e deve poter superare la burocrazia eterna del sistema statale, è arrivata ancora in Malawi e in particolare alla prigione di massima sicurezza di Zomba, Patrizia che è venuta in compagnia di Simona per dire a chi vive oltre le sbarre che non li lasciamo soli.
Una storia che il prossimo TamTam racconterà meglio perché è quanto di più vicino c’è a quello che si chiama il miracolo del perdono e della riconciliazione.
Un grazie infinito a Patrizia che sarà molto presente proprio oggi quando c’è festa alla scuola materna della prigione di Zomba… Custodiamo come un debito questo racconto per questa lunga estate quando a sud è inverno. 
Oltre i Confini
5. CHIKALA YOUTH CENTER
Da diversi anni il Cecilia Youth Center di Balaka condivide con i giovani delle montagne del Chikala e del Chaone, con giovani a maggioranza Musulmana l’esperienza di crescere in un paese a grandissima trasformazione sociale. Le tradizioni del passato vanno reinventate per oggi.
Ed ecco il primo team di missionari  che domenica 30 Luglio sono partiti da Balaka per la montagna dove sono stati ricevuti dalla comunità con una vera festa. Ci resteranno tutta la settimana ad animare tante attività legate alla preparazione del Sinodo della Gioventù del 2018 ad Ottobre.
Abbiamo raccontato tante volte le loro storie. Sono tre ragazze e tre ragazzi accompagnati da due educatori. Un gruppo che seguirà 400 ragazzi del Chikala. Così si diventa missionari già da oggi.
I nuovi chierichetti del monte Chikala, venuti da Monte Mario a Roma.
chierichetti del monte Chikala
Una bella famiglia di papà Giorgio della gendarmeria del Vaticano, mamma Suzy, e Carlo, Emanuele e Giacomo che frequenta la quarta elementare. – tutti sulla montagna del Chikala mentre sullo sfondo c’è la palude del Chirwa.
sulla montagna del Chikala  
6. SAINT PETER’S SECONDARY SCHOOL a MATOLA
Una storia già raccontata in questi ultimi anni quando gli studenti e giovani di OSTIA PER L’AFRICA hanno letteralmente costruito una scuola secondaria che nei quattro anni del suo percorso raccoglie 250 studenti.
Un villaggio della periferia di Balaka si è trasformato in un centro studi invidiabile: c’è la San Marino nursery School, l’Ostia Full Primary School e ora la scuola secondaria. Ecco come un villaggio viene trasformato dal di dentro e grazie all’aiuto di giovani loro stessi studenti. Un modello invidiabile.
E un gruppo di giovani che riescono con il loro impegno a parlare al cuore dell’Africa.
Ostia Full Primary School  
e le storie minori del nostro villaggio
 
La scuola di agricoltura del Cecilia Youth Center dove assieme allo studio, lo sport e la preghiera, è nato il campo che viene irrigato a goccia e vuole essere un modello da esportare in tanti villaggi…
la Saint Augustine Full Primary School che sta crescendo e che vi racconteremo ancora
scuola di agricoltura del Cecilia Youth Center5  
la casetta della nonna dove il campo estivo del Cecilia Youth Center è impegnato a costruire preparando i mattoni da fare prima essiccare al sole e poi cuocere nel forno dove la legna deve ardere per 24 ore consecutive…
BUONE VACANZE!   se potete
dal TAMTAM della savana del Malawi in compagnia di tanti giovani venuti a trovarci e sostenere tanti progetti.
GRAZIE con tutta la gioia dei ragazzi del MALAWI
la gioia dei ragazzi del MALAWI
 

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admin on dicembre 25th, 2016

TAMTAM di DICEMBRE 2016

L’ultimo mese dell’anno che e’ stato l’anno del Giubileo della Misericordia, in Malawi e’ caratterizzato dal richiamo al vissuto quotidiano fatto di tanta sofferenza e speranza. Fiducia  che l’imminente stagione delle piogge dia forza alle attese dei contadini che sperano di sconfiggere la fame con il lavoro delle loro mani, sofferenze legate all’impoverimento del paese e in generale una mancanza di direzione per il  paese che fatica a trovare un sentiero da percorrere.
Situazioni comuni a tanti paesi che sembrano sperimentare improvvisi cambiamenti di rotta che hanno un solo metro di valutazione: l’economia, la finanza… a dire se la scelta fatta e’ giusta o meno.
Anche il TamTam ripercorre qualche momento delle giornate di fame del Malawi… 
 
1. La Maximum Security Prison di Zomba
La Prigione di Zomba una trappola Mortale, titola il Sunday Times di oggi 4 Dicembre 2016. 
Da anni questo carcere che e’ parte della storia del Malawi, costruito nel 1937 in quello che era una specie di campo profughi doveva poter raggiungere il massimo di 800 carcerati. Oggi con 2400 presenze e’ il carcere della morte. 
Questo carcere e’ anche il riassunto di tutte le circa 30 prigioni, piccole e grandi del paese dove sono presenti circa 15,000 carcerati.
Dal 2009 l’Alta Corte del Malawi ha impegnato il governo per cambiare la situazione delle carceri. Nuovamente nel 2014 l’Ispettorato delle Prigioni ha fatto un rapporto al parlamento dove si parla di “terribili situazioni sanitarie, cibo immangiabile, sovraffollamento, abuso dei carcerati, mancanza di ventilazione nelle celle, persone tenute in carcere oltre le 48 ore dall’arresto senza accusa provata, corruzione del personale carcerario e insufficienza di programmi di riabilitazione e apprendistato…”
 
Il carcere di Zomba e le sue storie sono state raccontate dal Tam Tam che si accosta anche oggi a una situazione di sofferenza in punta di piedi. In un paese povero i carcerati sono gli ultimi in tutti i sensi e anche i migliori propositi finiscono per arenarsi. L’esperienza della Casa a Metà Strada – spesso raccontata come l’esperienza capace di trasformare le prigioni in veri centri di riforma di chi si trova oltre le sbarre e di chi vive fuori, la società civile, – vive questa situazione  di trovarsi a dialogare con il Malawi Prison Service che non mantiene le promesse fatte e resta in attesa che qualche forma di miracolo possa avvenire. E’ in questa situazione che ci si chiede spesso cosa fare? Ecco un esempio:
 
La prigione di Patrizia di San Marino for the Children e di quanti sostengono iniziative all’interno della prigione di Zomba. Mese dopo mese quanto viene raccolto dagli amici di Patrizia Lavaselli e dal Gruppo di San Marino che sostiene la scuola materna della prigione di Zomba, viene portato al reparto femminile che dentro al carcere e’ diventato una scuola di cucito capace di auto-sostentamento e di avviamento professionale con tanto di esami riconosciuti dal ministero del lavoro. La sezione femminile e’ un angolo di serenità e l’inizio di un cammino di recupero delle donne e mamme oltre le sbarre.
Guardie carcerarie e detenute vivono un modo nuovo gli anni della prigione.
In questi giorni che preparano la festa del Natale il programma di sostegno alle donne della prigione  e’ tornato a incontrarle.
La prigione-trappola di morte puo’ diventare una grande esperienza di vita. Ecco in poche immagini una proposta per come cambiare da dentro alla prigione, da dentro alla disperazione… per fare spazio alla vita.  (2 Dicembre 2016 – visita alla sezione femminile del Carcere di Zomba)
 
Con il loro lavoro le donne della prigione hanno riacquistato dignità e fiducia in loro stesse.
 
La scuola materna della prigione a salvare i bambini che fino a cinque anni di età stanno con le mamme in prigione. Dopo vengono mandati a casa … da piccoli carcerati diventano orfani…
 
Ed ecco la proposta di Patrizia per questo Natale e per come tenere viva un’esperienza importante dentro la prigione di Zomba
Un’altra piccola storia della missione, capace di cambiare da dentro situazioni di grande sofferenza e ingiustizia
Da piccoli a piccoli, una strada che i grandi nemmeno riescono a vedere
 
Buon giorno a tutti. 
Sono arrivate le cartoline che riproducono alcune pitture fatte dalle donne di Zomba prison. Se le volete da utilizzare come  biglietto natalizio, le potete trovare a Treviglio al seguente indirizzo:

http://www.paginegialle.it/treviglio-bg/estetiste/beauty-center-orchidea-gatto-franca

Non abbiamo fissato un prezzo perchè preferiamo lasciare ad offerta libera e come ben sapete va inviato il tutto direttamente a Padre Gamba in Malawi.
Per chi preferisse contattarmi direttamente può scrivere a questo indirizzo.  happy.island.malawi@gmail.com
Le potete vedere in allegato.
Un grande grazie da Patrizia e la tribù di Zomba prison
  
2. La Marcia per la Vita e la Famiglia – Citizen March 
Martedì 6 Dicembre i Vescovi del Malawi hanno chiesto alla comunità cristiana di manifestare pubblicamente il proprio dissenso alla proposta di legge che estenda la possibilità dell’Aborto che attualmente è proibito in Malawi anche se viene praticato sia da organizzazioni non governative che a livello di villaggio. E’ proprio dai villaggi che viene un grande numero di ragazze che dopo aver abortito fanno ricorso agli ospedali per tutti i traumi legati a operazioni che portano anche alla morte della stessa mamma. Non solo le condizioni igieniche, ma il modo stesso di procurare l’aborto è un vero incubo.
Anche la piccola cittadina di Balaka ha vissuto questo importante momento con la partecipazione di tanti studenti delle scuole secondarie.
A guidare la manifestazione era il Vescovo Alessandro Pagani con il parroco – suore – laici 
 
La Chiesa Cattolica assieme alla Chiesa Evangelica e il Synodo di Nkhoma della Chiesa Presbiteriana hanno organizzato quasi  in sordina una marcia di protesta contro una proposta di legge che vuole la liberalizzazione dell’aborto. Una campagna che andava avanti da mesi con rituali già sperimentati in tanti paesi al mondo: l’aborto è libertà, l’aborto salva la vita della mamma, i costi dell’aborto clandestino sono immensi per la struttura sanitaria locale che deve curare tutti i postumi di pratiche abortive non sicure… 
I vescovi del Malawi hanno voluto affermare  l’insegnamento sociale della chiesa a proposito della vita. E lo hanno fatto con una manifestazione pubblica che portasse il governo, le chiese, la comunità musulmana e le organizzazioni non governative allo scoperto. Nello scorrere di questo anno di fame terribile, di ospedali senza medicine e di altissima corruzione di stato… il tutto viene usato come una cortina fumogena a coprire altri interessi privati ed era un obbligo esprimere le scelte importanti per il paese.
Ed e’ stata  una vera manifestazione di piazza, composta e pacifica, una marcia che ha coinvolto tantissima gente, molto piu’ di quanto avrebbero aspettato di mobilitare. E a partecipare e’ stata la gente, la gente africana povera in termini economici ma ricca anzi ricchissima di vita.
 
La Marcia ha voluto dire il si’ alla vita e anche alla famiglia come prima sorgente di vita. E per famiglia ha inteso dire che non c’è spazio nella cultura africana per una famiglia omosessuale. Discorsi che si complicano e che non possono chiudere gli spazi alle minoranze … 
Discorsi che rimangono tutti da fare e che richiedono dei trapassi di generazioni.
 
Il segretario della Conferenza Episcopale del Malawi p. Henry Saindi consegna il messaggio a una parlamentare di Dedza Est, Juliana Lunguzi che dice:
“Sono cattolica, sono donna e di professione una nurse midwife e sono al parlamento. La mia vita e professione mi hanno convinto che l’aborto e le unioni omosessuali non sono parte della nostra cultura e fede. Dovete pregare per noi perché ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo quando siamo in parlamento”.
 
Nelle città la presenza della polizia si e’ fatta notare di piu’, anche se tutte le manifestazioni sono state pacifiche e ordinate.
 
Una data da ricordare: 6 Dicembre 2016
Nel lontano 1992, dopo trent’anni di dittatura, i vescovi del Malawi avevano avuto il coraggio di sfidare il presidente a vita Hastings Kamuzu Banda. Con una semplice lettera pastorale: Living our Faith, avevano cambiato la struttura stessa della politica  del Malawi riportando la democrazia nel paese. Un’impresa degna della migliore partecipazione al vissuto sociale di un paese quando la comunita’ cristiana aveva preso  sul serio e aveva messo in pratica quanto il Concilio Vaticano II, il Sinodo per l’Africa , la formazione delle Small Christian Communities e la visita in Malawi di Papa Giovanni Paolo II nel 1989, avevano, tutti assieme questi elementi, insegnato per anni. Anche negli anni della dittatura e del silenzio 
 
Come nel 1992 con la lettera pastorale, cosi’ oggi nel 2016 con una marcia dentro alle citta’ del Malawi.
Quella del 6 Dicembre e’ stata la prima ‘manifestazione di piazza’ che la chiesa cattolica ha promosso in prima persona. Senza pubblicita’ con un passaparola minimo di chiesa in chiesa sono nate le “The Citizen March for Life and Family” manifestazioni che hanno interessato all’inizio quasi solo le 4 citta’ piu’ grandi del Malawi, ma poi quasi autonomamente si sono materializzate nei 28 distretti. La partecipazione e’ stata ovunque festosa e corale.
A Lilongwe la capitale del paese, sono stati presente in modo significativo tutti i partiti dell’ opposizione, leaders della Quadria Musulmana, la chiesa Anglicana. Lo stesso a Blantyre, Zomba  e a Mzuzu dove nemmeno forti temporali hanno fermato la manifestazione.
La marcia intendeva consegnare un messaggio comune a tutte le autorita’ dello stato e gruppi importanti della conduzione del paese. 
 
Un risultato importante: deve aver impressionato il paese questa serie di Citizen March se prima che il sole tramontasse ha visto il governo negare che esistesse un progetto di legge a favore dell’aborto. Un’inversione di marcia non indifferente!
 
In margine a questa manifestazione si puo’ leggere da parte della Chiesa il desiderio di essere sempre piu’ presente e trasparente, leale partner del governo ma anche pungolo al cambiamento specialmente in tempi di grosso sbando politico quando l’unico interesse promosso dal governo e’ l’arricchimento personale del partito di governo. Troppo spesso la chiesa si sente usata dal governo che invita spesso i leaders religiosi a funzioni di stato dove pero’ manca il dialogo e la possibilita’ di critica costruttiva che porti a veri cambiamenti. Alcune prese di posizione del presidente, l’accusa alla stampa di essere nemica del paese sta’ riportando il paese alla paura e bisognava dare un segnale positivo di presenza.
La differenza con la Lettera Pastorale del 1992 e’ venuta dai mezzi di comunicazione sociale. Allora c’era un solo giornale e una solo radio di partito della dittatura, oggi la storia della Citizen March viene ripetuta in continuazione dalle televisioni private, e la Luntha TV in particolare. Anche in questi mesi quando la corrente elettrica manca 20 ore al giorno e tutti i giorni, e’ possibile dare forza ai mezzi di comunicazione sociale anche solo con un micro pannello solare o una batteria di camion. Ed e’c cosi’ che anche la manifestazione durata un giorno, diventa storia.
 
Si puo’ anche leggere in questa manifestazione la volonta’ di autonomia delle chiese ora che il governo e’ tutto preoccupato nel preparare le elezioni politiche che saranno nel 2019. Cosi’ come e’ stato manifesto il desiderio della chiesa di essere la voce della gente anche contro organizzazioni internazionali presenti nel paese con una propria agenda che spesso intende imporre piu’ che proporre le scelte  da fare.
Una manifestazione che fa scuola in Malawi. Una giornata che racconteremo ancora
 
3. L’ADOZIONE A DISTANZA – 2500 sacchi di grano per gli orfani
In questa situazione di poverta’ e fame l’Ufficio delle Adozioni ha fatto l’impossibile per rispondere all’emergenza della fame e ha acquistato un sacco di grano per tutti gli orfani.  Sono state 125 tonnellate di grano che siamo riusciti ad acquistare anche da mercati lontani con un’aggiunta di 7 MK al chilogrammo per il trasporto.
Mentre non riusciremo a inviarvi la fotografia del vostro adottato che riceve il sacco di grano, vi mandiamo alcune immagine dei vari centri di distribuzione a testimonianza che il vostro aiuto e sostegno riesca giungere a tutti in particolare in questo Natale che segue da vicino il Giubileo della Misericordia.
 
E’ una festa grandissima. 
Perche’ il grano e’ il miglior antidoto alla fame che ormai perseguita tutti i villaggi e tutte le famiglie.
La paura di tutti e’ che la fame si porti via anche i chicchi che dovevano essere conservati per la semina.
 
E’ una festa che riporta un po’ di serenita’ alle famiglie cosi’ provate sia dalla mancanza di cibo disponibile che di prezzi irraggiungibili.
Tutto e’ iniziato all’alba del 21 Novembre quando  tutti i responsabili degli uffici dell’Adozione  assieme a Chiara si sono ritrovati all’ufficio di Phalula per la distribuzione del grande regalo di Natale.
 
Un caro Augurio di un sereno Natale dal Malawi,

Betta, volontaria in Malawi


 

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admin on luglio 26th, 2016

onlus-monforatniMISSIONI MONFORTANE ONLUS
C.F. 95141890160 – C.C.P. 53005187
Via Legnano, 18 – 24124 Bergamo
Tel 035 4175119 – Fax 035 4534974
amicidellemissionibg@gmail.com


PROGETTO ADOZIONI A DISTANZA MALAWI
Un sostegno per una Scuola di Vita

Ti ringraziamo per l’interesse al nostro progetto e per il desiderio di aiutare gli orfani del Malawi dove AIDS e povertà  sono un vero flagello.
Ti illustriamo il nostro Progetto di Adozione a Distanza in Malawi.

I bambini che noi aiutiamo appartengono a comunità distribuite in una vasta zona che fa riferimento a quattro centri, Balaka, Phalula, Utale I e Utale II, dove si trovano gli uffici e il personale che opera con i ragazzi. La condizione per essere parte del progetto è la frequenza della scuola.
L’unica risposta concreta per aiutare gli orfani a farsi grandi è l’educazione (pur con i limiti e la povertà del Malawi)

Il tuo sostegno economico va all’orfano e alla famiglia che si occupa di lui e dei suoi fratelli.
Il sostegno prevede una
quota mensile in denaro, l’assistenza medica, l’aiuto per la scuola, gli oggetti utili alla quotidianità, come le coperte e il cibo nei periodi di carestia alimentare.
In media il bambino rimane nel progetto dagli 8 ai 12 anni, il tempo necessario per la formazione scolastica e per l’accompagnamento all’età adulta. Alcuni studenti meritevoli chiedono di proseguire gli studi anche dopo la scuola secondaria.
Abbiamo circa 40 ragazzi che frequentano l’università e
scuole tecniche.

La comunicazione diretta tra le famiglie in Italia e l’orfano non è facile ma è possibile perché il personale degli uffici adozioni in Malawi farà da tramite consegnando ai bambini i messaggi ricevuti via mail.
Due volte all’anno, a Dicembre e a Giugno, ti spediremo via posta ordinaria una lettera con i risultati scolastici, la foto del bambino e la “Chikalata”, che è una “lunga lettera” scritta da  padre Piergiorgio Gamba, il missionario responsabile delle Adozioni a Distanza in Malawi, che aggiorna sull’andamento del progetto e racconta storie di vita della missione e del Paese.

Informazioni e aggiornamenti sul progetto si possono trovare sui siti:
www.missionimonfortaneonlus.it  :::   www.adozioni-malawi.org

Confidiamo nella tua adesione al progetto e rimaniamo in attesa dei tuoi dati personali: nome cognome della persona a cui intestare l’ adozione e indirizzo completo, telefono, indirizzo mail, che devi comunicare alla mail:   amicidellemissionibg@gmail.com

Seguirà la spedizione:

  • della scheda del bambino/a adottato;
  • del bollettino di conto corrente postale con il quale provvedere al pagamento;
  • di un modulo da compilare utile per usufruire delle detrazioni di legge, in quanto Missioni Confortane è una
    Associazione Onlus.

La retta annuale per il sostegno di un orfano del Malawi è di 250 euro.
Il pagamento può essere effettuato tramite bollettino di conto corrente postale o bonifico bancario in unica
soluzione e, se necessario, anche in due rate.


Coordinate Bancarie
UNICREDIT Agenzia di Redona (Bergamo)
IBAN   IT 07 W 02008 11104 000102721941
BIC      UNCRITM130B

Coordinate Postali  
BANCO POSTA
IBAN     IT 27 H 07601 11100 000053005187
C/C       53005187

L’adesione al progetto significa accompagnare il ragazzo al raggiungimento di una sufficiente autonomia; questo non esclude che il sostenitore possa recedere, in qualsiasi momento, con l’unico obbligo di comunicare la rinuncia.
Speriamo di averle fornito tutte le informazioni utili per iniziare l’adozione.

Per ulteriori chiarimenti può contattare i volontari del gruppo Bergamo all’indirizzo
amicidellemissionibg@gmail.com o al numero 035-4175119.

Cordiali saluti,
come si dice in Malawi “Zikomo kwambiri

Volontari Gruppo Adozioni di Bergamo
Betta, Laura, Nadia e Giampaolo