Il tamtam del Malawi vuol fare risentire il suono dei tamburi di Pasqua e portare i migliori auguri a tutta la sua tribu’.

Un anno che vede ancora l’urgenza del richiamo alla costruzione di una societa’ capace di dare il meglio di se’ per il bene comune.

Un anno che ha creato tante speranze proprio in Africa dove la domanda di dignita’, democrazia e liberta’ sono il grido di tanta gente che ha imparato a sentirsi responsabile della propria vita ma anche della propria societa’ e governo.

Un anno che ha visto anche la paura di un mondo che preferisce reagire con la guerra.

Una Pasqua importante in tutti i suoi giorni di dolore e di resurrezione.

Il Tamtam ripercorre la Via Crucis, come viene rappresentata a Balaka

Pasqua 2011 in Malawi
Gesu’ crocifisso che ci ama fino a morire.

Lo stesso Gesu’ che dopo due mila anni e’ ancora vivo nella rappresentazione condotta dentro la prigione di Mangochi.

La storia infinita della missione che supera spazio e tempo possa giungere anche nella tua casa e nella tua vita.

La Pasqua puo’ cambiare la storia.

E’ questo l’augurio del tamtam della Pasqua 2011.

Pasqua 2011 in Malawi

E la storia del Malawi?

Come sempre c’e’ qualcosa di nuovo da raccontare.

Il 2011 restera’ nella memoria come l’anno del risveglio.

Le ultime elezioni hanno dato la maggioranza assoluta a un governo che tradisce le tante attese della gente. Il ritorno a forme di dittatura da cui si sperava di esserci allontanati, lo stravolgimento della costituzione, e soprattutto la povertà che si manifesta evidente nella mancanza di carburante, elettricita’ e valuta estera.

La gente del Malawi non e’ usa a manifestazioni di piazza o a proteste. Preferisce aspettare. Attendere le elezioni del 2014 o le elezioni amministrative attesa da 15 anni. Aspettare con la pazienza africana a cui fa eccezione proprio la gioventu’, gli studenti di un’universita’ che rimane chiusa da mesi o le chiese che sempre piu’ insistentemente fanno sentire il loro richiamo: Prima e’ stata la Chiesa cattolica il 31 Ottobre 2010, poi La Chiesa presbiteriana nel commento del Reverend Nyondo che ripete quello che e’ ormai un ritornello :”Stiamo tornando alla dittatura del partito unico” e recentissimo il commento del Public Affairs Committee che rappresenta tutte le chiese.

Ultima avventura in ordine di tempo e’ l’ordine di espulsione dal paese dell’ambasciatore britannico Fergus Cochrane-Dyet  che ha le funzioni di High Commissioner. Il suo “errore” e’ stato causato da un suo messaggio che doveva essere per il Foreign Office di Londra e che e’ finito sulla stampa del Malawi. In termini precisi si parlava di intolleranza, dittatura, aggressivita’ da parte del governo e del presidente in particolare.

L’espulsione non e’ stata accettata dal Foreign and Commonwelt Office che l’ha definita “unacceptable”

Pasqua 2011 in MalawiL’ambasciatore e’ ora in attesa di una decisione che tarda a venire. Il governo cerca una strada che faccia rientrare l’espulsione senza che il presidente ammetta di aver sbagliato. L’Inghilterra rimane il paese che piu’ aiuta il Malawi a tutti i livelli e fin dall’indipendenza del 1964: paga gli stipendi del personale che lavora negli ospedali per cercare di fermare il loro esodo, sostiene diverse strutture di democrazia come l’Anti-Corruption Bureau, la riforma della polizia e dell’esercito (il Malawi ha 1500 soldati nella sola Costa d’Avorio per riportare la pace), finanzia la distribuzione di Fertilizzanti e sementi…

Una scelta quella del presidente che manifesta la sua presenza aggressiva all’interno del paese ed e’ frutto di un appoggiarsi troppo alla presenza della Cina che vede come la risposta a tutti i mali del paese.

La differenza con i paesi del nord dell’Africa e’ che il Malawi e’ una democrazia e ogni cinque anni ha le elezioni. Se dovesse continuare questo stile politico, soprattutto quest’anno che vede un vero disastro nella caduta a piombo del prezzo del tabacco passato da 2 dollari al kilogrammo ribassato a 50 centesimi, potrebbe creare le condizioni per dire ad alta voce l’insofferenza presente.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,