«Giornali e una tv: così faccio crescere il Malawi».
Ha aperto anche una casa editrice che dà lavoro a 60 persone.

(Giovedì 21 Aprile 2011, di Susanna Pesenti da L’Eco di Bergamo)

Monfort media

In Malawi Montfort Media è il gruppo editoriale cattolico più grande

«Senza giornali e tv, non matura la gente e non maturano i cristiani». Parola di padre Piergiorgio Gamba, 59 anni, monfortano in Malawi dal 1973. A Balaka, poco alla volta, ha costruito la «Montfort Media» tanto da meritarsi il premio Namisa, che è assegnato a chi spende la vita per il giornalismo. Ma, dice lui, «Montfort Media è sempre stata un’impresa di molti, non certo solo mia».
Il gruppo, che ora vuole potenziare internet e ha lanciato il progetto «Andiamo in città» (là dove le cose succedono e le decisioni si prendono) per i giovani dei villaggi, comprende una tv nazionale, quattro riviste, una casa editrice con una sessantina di dipendenti che pubblica 50 titoli l’anno e li distribuisce attraverso dieci punti vendita e una libreria mobile montata su un camioncino. Padre Gamba è in Italia per trovare il modo di comperare una macchina da stampa a colori, anche usata.

 

Media cristiani

La storia di Montfort Media comincia negli anni della dittatura trentennale di Kamuzu Banda. «La Chiesa, spaventata, taceva. Con il ciclostile stampavamo solo le preghiere e i discorsi del Papa». Nel 1992 la Conferenza episcopale del Malawi parla con una lettera di 16 pagine intitolata «Vivere la nostra fede», che ricapitola la situazione e si pone con chiarezza contro la dittatura. «Il nostro piccolo centro stampa era l’unico che poteva assumersi il rischio di stampare il documento in sedicimila copie. L’abbiamo fatto, trasportando segretamente i pacchi con le ambulanze degli ospedali missionari. Ed è stato davvero come accendere una luce: la gente si passava la lettera di nascosto, negli uffici facevano fotocopie rischiando l’arresto». I monfortani hanno un fax, spediscono la lettera alla Bbc per il programma «Focus on Africa». Il prezzo che pagano è l’incendio della stamperia.

Monfort media

Monfort media

Democrazia africana

«Sono stati due anni di grandi cambiamenti e il Malawi è arrivato alla democrazia. Lì, come Chiesa, abbiamo capito l’importanza della comunicazione di massa». Il primo presidente democratico, Bakili Mulizi, dell’United democratic front, eletto nel 1994, è amico di padre Gamba, con il quale ha condiviso il lungo percorso per un Malawi libero. «Purtroppo l’attuale presidente, il secondo, sta virando verso una nuova dittatura utilizzando il tribalismo. Il 31 ottobre scorso i vescovi hanno scritto una lettera pastorale di grande importanza sui diritti umani, sottolineando che i segnali di dittatura sono ormai troppi». Su 15 milioni di abitanti, il Malawi ha 4 milioni di cattolici, altri 4 delle altre confessioni cristiane, 2 milioni di musulmani. L’età media è 37 anni a causa di un Aids ancora rampante e i sieropositivi ufficialmente sono il 12% della popolazione.
Raggiunta la democrazia, la Chiesa si rende conto che occorre alimentarla. «Così nel 1995 fondammo “The Lamp”, la lampada, io e il comboniano padre Carmine Curci, oggi direttore di Misna. La lampada era stata il simbolo delle forze che si erano battute contro la dittatura. Avevamo partecipato alla costruzione del processo democratico e ora c’era bisogno di uno spazio per la discussione». «The lamp» ha come sottotitolo «Christians, politics and culture» – cristiani, politica e cultura, esce ogni due mesi e non ha peli sulla lingua.

Monfort media

Piergiorgio Gamba di Monfort media

Luntha television

Nel 1996, nella stamperia che ormai può contare su locali spaziosi e una stampatrice Heidelberg a due colori (di seconda mano) nasce la rivista per i giovani, il trimestrale «Together», insieme, 8.000 copie. «Ma il 50% della popolazione è analfabeta. In Malawi non esiste obbligo di istruzione, mancano 6.000 maestri e l’Aids ha falciato la generazione più scolarizzata. Gli orfani sono un milione, il 20% degli scolari. Le famiglie sono fatte solo da bambini». Montfort Media pubblica molto per le scuole: dizionari, libri, opuscoli per la lotta all’aids e sulla condizione della donna. Ma non basta. «Stampiamo “Mkwaso”, il sentiero, l’unico giornale in lingua Chichewa che può essere letto e capito nei villaggi. Mkwaso è un tabloid quindicinale di 16 pagine. In inglese c’è poi “New Hope”, un periodico per la riforma delle carceri». Come membro della commissione carceraria, il monfortano è riuscito a far aprire scuole dentro le carceri e a dare il diritto di voto ai carcerati, in modo che la politica sia interessata. Montfort media collabora anche con RadioMaria Malawi e nel 2009 ha avviato un canale tv, Luntha television: «Significa la sapienza tv. Se la fede non è capace di cambiare anche il vissuto, non convince. Avevamo tutti contro, poi il Vaticano ha lanciato l’evangelizzazione multimedia e il nostro progetto è diventato possibile. Ma abbiamo bisogno di formare giornalisti televisivi, tecnici, produttori di programmi».